Oggi vi parlo di un'avventura. Anzi, a dire la verità, di tre avventure. Del giorno in cui ho fatto un sentiero da attrezzare, un bagno al lago e una via, uno dopo l'altra. Ma cominciamo con il primo, il Sentiero dei Contrabbandieri. Le altre avventure, dovrò lasciarle per un altro post. Perchè noi quel giorno abbiamo voluto strafare ma il sentiero, anche da solo, come avventura mozzafiato basta e avanza.

Era agosto del 2017. Le cicale frinivano sui rami, gli uccellini cantavano sugli alberi, i bambini gridavano sugli scivoli dei campi estivi e gli scalatori bestemmiavano sulle rocce. Quanto a me, anche io un po' cantavo e un po' bestemmiavo, perchè erano tre giorni che mi vedevo con la Bestia e già la situazione stava sfuggendo di mano. Avevo mangiato pizza per sei volte, non ero riuscita a farmi neanche una doccia e dovevo ancora rientrare a casa dall'invito a cena di tre giorni prima.

Insomma, con il disagio estivo e personale in pieno swing, quella mattina decidiamo di imbarcarci in un'avventura sul lago di Garda. La Bestia mi spinge giù dal letto alla perentoria e oscura accusa di "Sei tardi!", ci impiliamo in macchina alla volta dell'attacco. Con i finestrini spalancati e una dubbia compilation che va dal nu metal a Battiato, rolliamo verso il Garda. Fanno duecento gradi e siamo già coperti di sudore prima ancora di iniziare. In parcheggio, ci bardiamo che pare stiamo per affrontare la salita al Kilimangiaro e avanziamo tronfi in un clangore di ferri in mezzo alla serena passeggiata dei tedeschi lungo la Ponale.  In scarponi, elmetto, pantaloni lunghi e corde legate sulla schiena piombiamo tra ragazzine in prendisole e giovinotti in infradito come una minacciosa e raffazzonata orda di barbari delle vette, sciovolati a valle nei torrenti del disgelo. Al tempo, se possibile, io ero ancora più principiante di adesso ma, unica donna nella truppa, mi sentivo una grande alpinista in mezzo a tutti quegli occhi spalancati. Con il sudore che gli cola dentro gli occhi e un bambino olandese che gli passa di fianco sopra un triciclo a forma di paperella, il nostro apripista indica con il dito l'attracco: forza, branco, siamo vicini!

Finalmente ci lasciamo alle spalle gli sciami di adolescenti che sparano reggetton da casse bluetooth, voltiamo l'angolo, scendiamo un po' lungo la pietra, prendiamo una traccia trai cespugli dove sfumano piano tutte le altre voci. Nel verde assoluto delle foglie emerge il blu del lago, davanti a noi c'è l'imbocco del sentiero. Ora, a parte avere un nome a metà tra una ballata di De Andrè e un romanzetto rosa un poco spinto, il Sentiero dei Contrabbandieri è anche uno dei posti più romantici del mondo. Si tratta di una cengia bella larga scavata nel fianco della scogliera alpina intorno al lago di Garda. Attrezzata soltanto con i chiodi, si percorre legati in conserva, assicurando la corda ai chiodi nei tratti più esposti. Invasa dal sole, nel brillare della roccia chiara, ad ogni passo si espone la meraviglia del lago turchese, le rive zuccherate di paesini bianchi, i colli bui di bosco, irsuti di pini e faggi. Ed è una meraviglia camminare, stando appena attenti a dove mettere i piedi, in quella vena di vuoto che corre nella roccia, un corridoio per rapaci e avventurieri, una linea di passi lungo la faccia del monte.

Camminiamo lungo il Sentiero, ci caliamo per qualche scaletta, arriva un cordino a cui tenersi in un punto in cui la traccia è appena più sottile. Su di giri come un cagnetto giovane, concludo il sentiero con un saltello. Tutti contenti, ci sorridiamo ebeti e grondanti sudore. Che bello camminare senza fare fatica, davanti a un teatro d'acqua dolce, lungo una crepa minerale! Sembra quasi che fare l'alpinista non mi venga male.

Eh già. Ed è qui che invece casca l'asino. Ma non l'hai ancora capito, Principiante, che se non soffri non torniamo a casa? Eppure la fisica è facile, elementare. Sei scesa dal parcheggio, scesa lungo la Ponale, hai sceso il Sentiero, sceso scale, tutto questo scendere non ti ha fatto intuire che presto o tardi sarebbe toccato risalire?

Ho detto che il Sentiero dei Contrabbandieri è bello? Ritiro. Vi è sembrato che vi invitassi a farlo? Scordatevelo. Avete letto l'inizio del post e siete andati? Scusate. Il Sentiero sarà anche piacevole. È il rientro che proprio non s'affronta. Per tornare al parcheggio non ci sono soluzioni, o l'elicottero o la risalita. E la risalita è lungo un canalone di bosco dalla pendenza del 130 per cento in mezzo a rovi, tane, alberi cresciuti in ogni direzione, orsi, lupi, trappole dentate, sangue, sudore e lacrime. Forza, muovi le chiappe Principiante. Che la fine di questa giornata è ancora ben distante.

Siamo arrivati su, a spintoni, minacce e shot di adrenalina. Siamo arrivati su vivi e così sia. Mentre la macchina si allontanava mi son girata a guardare il lago, la linea della costa, la roccia bianca, la vallata. A pensare che meraviglia sia l'estate, la roccia, la salita e la via. Ricomincerei da capo ogni sentiero. Ricomincerei da capo ogni giornata. Ogni ardua prova di questo tempo immenso. Ogni scompenso. Ogni fatica. Che bella la via lungo la roccia della vita.

Ph. Leo Per.