Vi ho raccontato di camminate, ciaspolate, scalate in falesia, in palestra, con la corda e sopra i sassi. Ma una cosa ancora manca dell’amore per la montagna, della lotta con la montagna. E si tratta delle vie alpinistiche. Quindi oggi, signore e signori, vi parlo delle vie.

Una via è sostanzialmente la brutta idea di qualcuno che, fermo sotto alla parete di roccia di una montagna si è detto: “Questa è una parete di roccia, liscia e compatta. Non ci si può camminare sopra.” E se si fosse fermato lì coi suoi pensieri, non ci sarebbe stato nulla di male. Sarebbe stata una considerazione forse poco interessante ma senz’altro veritiera. Ma lui non si è fermato lì. Ha cominciato invece a pensare qualcosa come: “Lassù però c’è la cima, ci sono degli alberelli, magari c'è una bella vista. Pensa che bello arrivare lassù, oltre a tutta questa roccia liscia e compatta. Pensa che bello stare lassù, in piedi sulla cima.” E ancora ok, condivisibile, comprensibile, tutti sogniamo nella vita, no? Poi uno distoglie lo sguardo e pensa a, che so, mangiarsi una pizza. O se proprio proprio ha il desiderio irrefrenabile di arrivare in cima a quella roccia, proprio della serie che muore se non lo fa, può sempre andarsene a cercare un sentiero che, piano piano, lo porti come cristiddio comanda (sulle sue due gambe) fino in cima. No?

E invece no. E invece quel tizio ha pensato qualcosa come: “Ah, sì? Ah sì è una parete di roccia liscia e compatta e lassù per di qua non ci posso salire? Ahah! Vi credete di sapere tutto, eh? Di essere i migliori, eh? E io ci scalo. Sissignore, ci scalo. Ci arrivo scalando, lassù sotto quei due mughi. Me li mangio per cena, i mughi. Si parte. Pronti a un’anteprima del mio culo da sotto?”

Si sa. Gli alpinisti sono gente iraconda. Gente che vede una cima e ci vuole stare sopra in piedi. Che vede una roccia e ci vuole mettere sopra le mani. Che vede una cosa difficile e ci vuole mettere dentro un tentativo. Gente che cerca nuovi modi per giungere all’arrivo.

Insomma, incavolato o meno, quel tizio si è messo a scalare la parete. Che era lunga eterna e andava su e su. Il suo compagno, da sotto, lo assicurava con la corda. Quando la corda è finita, il tizio si è legato a un chiodo e ha fatto risalire scalando il suo compagno. Quando anche quello è arrivato al chiodo si sono scambiati un grugnito e il compagno ha ricominciato a scalare verso l’alto. A pezzi, a tratti, a tentoni. A turno uno e l'altro, in coppia fino alla cima.

Questo è quello che chiamano vie alpinistica. Scalate che non ti portano solo fino alla catena e poi si scende, ma fino in cima al monte. Scalate che portano da qualche parte. Da qualche parte? Ma l’arrampicata non era lo sport che celebrava l’inutilità della vetta, rispetto alla bellezza della salita? L’irrilevanza della destinazione rispetto al viaggio? La gioia del gesto sulla gioia dell’obiettivo? Tranquilli. Non gliene frega niente a nessuno della vetta. Gliene frega solo di fare più fatica. Appena montati su, per quanto sfiancati e grondanti, ti fanno scendere senza neanche farti prendere il respiro. Ingòllati due fichi secchi e caricati in spalla le corde Principiante. Che è quello, il telefono per fare una fotografia? Metti via o te lo fiondo nella valle.

Insomma, avete capito, qualche via l’ho fatta anche io. E ce ne sarà da raccontare per decenni. Di quella volta che ci siamo persi in parete. Di quella volta che è venuto buio che eravamo ancora a metà. Di quella volta che ho visto due uccelli volare e poi ho capito che erano sassi buttati giù dal primo di cordata. Di quella volta che eravamo in sei in piedi sopra un albero a duecento metri da terra. Di quella volta che mi sono tagliata un polso per estrarre un chiodo. Di quella volta che sono stata morsicata da una capra. Niente paura. Ne parleremo. Per ora basti questo.

Le vie in montagna sono l’arrampicata, ma di più. Più alte. Più lunghe. Più maestose. Più roccia, più cielo, più paura. Più esultanza. Più fatica. Ma sono anche qualcosa di diverso. Non tutto se lo allunghi, resta uguale. Un viaggio è differente da una corsa. Una storia d’amore non è solo una sequenza di baci. Quando alcune cose le allunghi, cambian forma. Dodici anni insieme a un cane non sono solo tante volte un pomeriggio. Una lingua non è solo un insieme di parole. Alcune cose, quando le allunghi, cambiano colore. Le vie alpinistiche non sono solo arrampicare per ore. Alcune cose, quando le allunghi, cambiano natura. Una via alpinistica non è una scalata in falesia ma più dura. È un liquore diverso, una diversa sete. Non è solo il passare del tempo mentre sei in parete, è più quello che quel tempo ti disegna addosso. Un lungo viaggio sopra le ossa della terra. Una guerra lenta e appassionata e totale. Una guerra di nervi, ed occhi e mani e spalle e cuore. Una guerra bella come un amore.

Come si fa a scegliere, tra le falesie e una via? Ognuno anneghi nel suo mare e così sia.