Oggi vi parlo di un argomento tabù. Di quelli di cui non si parla mai sulle montagne. Più temuto dei temporali e delle frane. Più insidioso delle slavine primaverili. Più pericoloso degli orsi che proteggono i piccoli. Le relazioni sentimentali.

Purtroppo, l'argomento è così ampio e ricco che sono costretta a scrivere DUE POST su di esso. Il prossimo uscirà la settimana prossima e parlerà delle sottigliezze della relazione amorosa tra montanari. Il primo è questo che si concentra sul re, sul gigante, sul titano della questione (per lo meno in termine di disagio esistenziale) il Moroso di Montagna.

Ma perché parlare solo di Morosi di Montagna? Le relazioni sentimentali non includono forse due persone? E che da una delle due parti ci siamo noi, le ragazze (più o meno) di montagna?  Noi che beviamo la birra a stomaco vuoto e poi cadiamo per terra, che ci annusiamo le ascelle e poi ululiamo che puzziamo, che vogliamo baciarvi mentre siamo su una sosta a 500 metri dal suolo oppure, orrore!, perfino per strada in mezzo alla gente? Noi che magari ci mettiamo mezz'ora a fare un nodo però quando ci chiedete se va tutto bene ci infuriamo perché "mi metti pressione quando scalo!"? Che quando siamo più brave di voi e vi portiamo in montagna, poi ci mangiamo tutto il vostro cibo perché abbiamo fatto fatica? Che la volta che indossiamo un paio di scarpe con un po' di tacco passiamo tutta la serata a lamentarci e poi finisce che ci portate a casa in spalla? Sì, tutto questo è vero. E anche noi siamo un discreto debito, ce ne rendiamo conto. Ma, amici, onestamente, voi siete ad un altro livello. Riempireste un Guerra e Pace del disagio. La sera noi ragazze ci troviamo e facciamo le liste delle vostre uscite più estreme. E quindi, il palco a voi, Morosi di Montagna. Oggi farò la cosa che più detestate: vi metterò al centro dell'attenzione.

Come prima e fondamentale caratteristica, il Moroso di Montagna non si lava. All'alba della relazione, la ragazza lo osserva sconcertata mettersi una maglietta che viene usata, di seguito: per andare a lavoro, per andare in palestra, per dormire, per andare a lavoro, per andare in falesia, per andare a fare aperitivo, per dormire, per andare a lavoro... Fino a che non si sbriciola come una foglia secca e viene cambiata. Alle timide rimostranze di lei, l'uomo risponde con incontrovertibili verità sul genere di: "Ma di che ti lamenti, se ho lavato i denti ieri!". Impossibile fargli comprendere il paradosso intrinseco di questa frase.

Dal momento che il Moroso di Montagna non comprende la diversa destinazione degli abiti (intimo, pigiami, abiti formali, da festa e da tutti i giorni) l'unico abbigliamento di cui dispone è quello tecnico da montagna, che usa disinvoltamente in qualsiasi occasione. La coppia esce per fare aperitivo con lei in sandaletti e gonnellina e lui in scarponi e pantaloni da ghiaccio. Tanto il Moroso suda comunque e puzza comunque. Quindi perché preoccuparsi del tempo atmosferico?

Al Moroso di Montagna non piace parlare. Le parole sono animali feroci che vanno tenute lontano con il fuoco. Meno le parole sono concrete (pialla, chiodo, tetta) e più riguardano emozioni (paura, tristezza, affetto) più il loro morso è letale. Ho avuto amiche a cui il moroso ha risposto alla domanda "Come stai?" con un rutto. Ho amiche che hanno paura di dire al moroso "Ti voglio bene" perché sanno che non reggerebbero un rutto come replica. Ma allora, amici miei, se questa creatura è ributtante, incivile e profondamente indesiderabile, per quale misterioso motivo noi continuiamo a perdere la testa per loro?

La risposta è molto semplice: il Moroso di Montagna accade. C'è poco da farci. Anche se hai sempre pensato che avresti sposato un banchiere. Anche se hai sempre avuto una passione per gli aperitivi sul mare e i ballerini di salsa. A forza di frequentare montanari, alle ragazze gli cambia il metabolismo. Sarà a causa delle nuvole di sudore piene di ferormoni che gli tocca di respirare per tutto quel tempo. All'inizio è tutto un "Siamo amici, sono simpatici ma, insomma, li hai visti???". E poi si finisce a bisbigliare alle amiche con occhi sognanti "Che figo che è, sembra una pubblicità della Montura!". È allora che l'amica, che condivida la tua tragica sorte o no, ti squadra con occhio clinico e decreta: "È la fine. Sei perduta. Hai preso anche tu l'ORSITE.".

L'Orsite, è una malattia molto grave che si contrae in montagna. Significa, letteralmente, l'attrazione per gli orsi. Attacca il sistema nervoso centrale, danneggiando le regioni cerebrali deputate ad attrazione ed emozioni romantiche. I sintomi sono sudori, occasionali giramenti di testa in presenza dell'oggetto del desiderio e un'incredibile propensione per il maschio più sporco e più selvaggio del gruppo. A causa del morbo, la passione per le camice maschili viene sostituita da quella per le magliette sdrucite. Quella per gli inviti galanti, da quella per i grugniti. All'Acqua di Giò, si preferisce l'acqua di Luca, di Marco o di Ernesto, per quanto il profumo sia un po' meno ricercato. La malattia ha anche un lato positivo, però. Costruisce nel soggetto contagiato una sorprendente resistenza al puzzo pestilenziale di piedi.

E dopo il contagio del morbo, dopo i primi sintomi, dopo l'acme dell'infezione più violenta, viene spesso il fidanzamento. Ed è lì, amici miei, che cominciano davvero i fuochi d'artificio. Ed è proprio di questo che vi parlerò nel prossimo post. Preparatevi a sapere delle gioie, dei dolori, dei picchi e dei baratri della relazione tra Morosi di Montagna. Perché un Moroso di Montagna potrà anche (a volte) non essere per sempre ma, come la più brutta malattia o il viaggio più meraviglioso, di sicuro non si dimenticherà tanto facilmente.