Per quanto al Trentenne in Trentino piaccia il Trentino, a volte anche lui si sposta. Ma una cosa è cambiare luogo, un'altra è cambiare le brutte abitudini. Quelle ti seguono, anche a mille miglia di distanza. Oggi vi parlo di montanari e di vacanza.

Allora, la prima caratteristica delle vacanze in Trentino è che non è affatto scontato che siano vacanze. Sulla Treccani, vacanza viene definito un "intervallo di riposo". Ma i trentini la Treccani non la leggono quindi, nelle loro terre, il termine assume molti significati oscuri. Vacanza può infatti voler dire stare a casa dal lavoro per fare piccoli lavori di ristrutturazione. Ecco che dalla scrivania dell'ufficio, vieni catapultato in un inferno di esplosioni di intonaco, attorniata da demoni che distruggono muri roteando mazze. Oppure, prender ferie per fare la raccolta delle mele. Ed eccoti per sedici ore di seguito a coglier pomi con le braccia in alto che, altro che sollevamento pesi, qui ti erompe il muscolo trapezio dal collo che neanche a The Rock. O, infine, puo significare essere invitata ad una simpatica riunione di famiglia a tema orto. E giù, sette ore a vangare la terra a mano, con le vesciche sulle dita che brillano più dello smalto e perfino la nonna novantenne usa il rastrello meglio di te.

Ma anche per coloro che, effettivamente, hanno l'ardire di ritenere che la vacanza possa includere attività non lavorative, non è che il significato sia privo di malintesi. Per esempio, una povera ingenua come me si immagina che una vacanza significhi viaggio, scoperta di nuovi luoghi, avventura. Ma se c'è una cosa che accomuna i montanari di qualsiasi regione è che detestano spostarsi. Ogni volta che propongo alla Bestia di andare a vedere un nuovo angolo di mondo, ricevo la stessa, sconcertante risposta, che ogni volta ha l'incontrovertibile potere di sprofondarmi in un silenzio disperato: "ma il Lagorai è così brutto?". Divisa tra l'impossibilità di negare la bellezza della sua catena montuosa preferita, e la caparbia certezza che ciononostante sarebbe bello visitare il Giappone, arrampicare in Grecia o andare a trovare la nonna in Sardegna, la Principiante tace, sconfitta.

Dopo un anno e mezzo di frequentazione, e quattro anni a testa di residenza in regione, mi è stato finalmente proposto, con segno di farmi una grande concessione, di passare le ferie insieme: una settimana di Vacanza in Trentino!

E devo ammettere che è stata anche una bella vacanza. Tranne quando, in sauna, mi è stato chiesto se volevo fare allenamento per le dita, visto che tanto eravamo lì seduti a far niente.

Ma torniamo al nostro argomento preferito, le vacanze in generale. Non è che la gente sia tutta uguale, c'è anche a chi piace viaggiare. L'importante è accordarsi sulla destinazione. Conosco innumerevoli negoziazioni che sono cominciate circa così: "Amore, dove andiamo in vacanza quest'anno?", "Non so, pensavo all'Annapurna!". E continuate in "Vedi che bello il mare, non ti piace?", "Cosa, questo vomito azzurro, tutto piatto?".

Non ne faccio una questione di genere. Il disagio è uniformemente diffuso tra maschi e femmine. Il problema è il grado di montanarità. Se non è uniforme in una coppia, o in un gruppo di amici, son dolori. Fatto sta che io mi faccio bellissime vacanze insieme a un paio di amiche, sempre più o meno quelle. Insieme andiamo a scalare in Sicilia, al mare in Grecia, a fare trekking alle Canarie. Con loro, a differenza che con le Bestie varie, c'è un bell'accordo sul mix giusto di fatica e relax, boschi e spiagge, musica e notti a guardare le stelle.

L'unico problema è che, anche tra noi, la montagna ha teso radici profonde. E si comincia bene, che è una vacanza rilassante, non si arrampica e le scarpette non le metto neanche in valigia. E poi vai in giro e "Guarda che bella placca appoggiata, sul quel monte!" Datti una svegliata, Principiante, dall'altra parte c'è la vista sulla valle più bella del mondo! "Oh, ma quelli sono scogli di granito?" Principiante, il mare sta dall'altro lato. "See, montagna, questa? Questa è na collinetta della sabbiera dei bambini!". Principiante, è la vetta più alta del paese. "Davvero mangiate antilope? Be', dai, da noi c'è il cervo, più o meno stessa roba...", "No, veramente le grotte sarde sono fatte di Dolomia???" E finalmente, con occhi pieni di amore "Che meraviglia. Questa Tenerife sembra proprio il Lagorai!!!".

Perché la montagna mette radici profonde, più profonde di quella della più grande quercia millenaria. Sono radici minerali, che succhiano sali e rilasciano ricordi. Dentro, hanno vene di rame e di basalto. Ci scorre una linfa che si nutre di vento. Che ti allontani e finisci per avere sete. Che ti allontani e finisci per avere fame. Che accarezzi la roccia dei muretti a secco. Che percorri con le dita le crepe delle grotte. Che ti arrampichi a piedi scalzi sugli scogli.

La montagna ti germoglia dentro e cresce alta. Le sue vette sulla tua testa, le sue pendici sotto i piedi. Le sue radici bevono calore e rilasciano nostalgia. Un liquore di altitudine e magia. Noi Principianti viaggiamo lontano, ma torniamo presto. Viaggiamo lontano, ma torniamo sempre. Contente di allontanarsi e contente di tornare. Perché ogni volta che sorgono i monti intorno al treno che sale verso nord, per quanto ci siamo divertite, sospiriamo tutte di gioia, noi amiche.